giovedì 3 marzo 2011

Il Sindaco di Corleone Antonino Iannazzo: " Ho seri dubbi sulla validità del federalismo municipale".

Antonino Iannazzo, Sindaco di Corleone
Ci riceve nella sua stanza al primo piano di Palazzo Cammarata, sede storica del Comune di Corleone. Trentasette anni, sposato con due figlie, Antonino Iannazzo è sindaco di Corleone dal 28 maggio 2007. Già Vicesindaco del Comune di Corleone, nel 2006 è stato candidato nelle liste di Alleanza Nazionale per il rinnovo del Parlamento Nazionale. Ha iniziato il suo percorso politico iscrivendosi ad Alleanza Nazionale nel 1995 al Circolo Territoriale di Corleone "Giuseppe Tricoli". Ad una nostra precisa domanda sulla sua collocazione politica nel PDL lui ci risponde con tono serafico “ La mia formazione politica trova primigenia origine nei valori di centro-destra. Non sarebbe corretto se mi autodefinissi un Sindaco del PDL. Piuttosto preferisco essere considerato un esponente del centro-destra, in maniera asettica”.
Proviamo,dopo questa affermazione, a mettere un po’ di pepe nella conversazione. Chiediamo se questa sua chiosa sia una specie di presa di posizione sulla polemica Fini-Berlusconi. Ci risponde corrucciando leggermente l’arcata sopraccigliare “ Il centro destra in Italia non è solo il PDL e quindi di concerto il suo leader Silvio Berlusconi. I valori storici della destra vanno aldilà della possibile identificazione con un singolo leader in un precisato momento storico. Posso affermare che oggi il PDL  ha naturale collocazione nel centro destra, ma è una parte non la totalità.”
E sulla polemica politica Fini Berlusconi, da altri identificato come un vero scontro istituzionale , cosa pensa il Sindaco di Corleone? Ci dice ” Lo scontro istituzionale che si perpetua giornalmente fra cariche dello Stato è deplorevole. Entrambi dovrebbero primariamente pensare al proprio ruolo istituzionale prima ancora di avere riguardo alle rispettive prese di posizioni politiche. In aggiunta desidero affermare che la fuoriuscita, o la cacciata secondo alcuni, di Fini dal PDL non è condivisibile". Il suo modo di interloquire diventa più serioso, piu’ cupo quando, inevitabilmente , si va a toccare lo spinoso tasto del federalismo municipale. Ci stupisce quando afferma che “ in parte il federalismo fiscale è insito nello Satuto della Regione Siciliana, quindi non è un argomento nuovissimo. Se si pensa che già era un principio cardine della filosofia politica di Carlo Cattaneo nell’Ottocento si può capire come sia un principio politico permeante la nostra cultura. Se da un lato è fisiologico pensare che il contenimento della spesa pubblica sia azione irrimandabile, penso che questo federalismo fiscale, ed in primis il federalismo municipale, sia un provvedimento che avrà molte ripercussioni negative e poche positive. Prendiamo ad esempio la cosidetta cedolare secca sugli affitti. Questa nuova imposta comunale non potrà garantire sufficienti gettiti nelle piccole città come la mia a fronte di una crescente diminuzione dei trasferimenti statali. Nemmeno la Imposta Comunale Unica ( IMU) potrà assolvere a tale ruolo , almeno che non si voglia aumentare pericolosamente il carico fiscale in una popolazione già impoverita.” E sulle polemiche sulla Festa dell’Unità d’Italia? “ L’Unità d’Italia è un valore assoluto , incomprimibile, irrinunciabile. Mi ha fatto male sentire certe dichiarazioni di esponenti leghisti. E’ un errore grossolano da parte della Lega Nord. Nella mia città, nella mia famiglia il prossimo 17 marzo sarà festa. E sarà una festa sentita.”

28 ottobre 1922

4 commenti:

Davide R. ha detto...

Non saranno solo i piccoli comuni del sud ad essere penalizzati dal federalismo municipale. Io vivo e lavoro in unpiccolo comune delle Marche e la situazione sarà veramente grave.

alfredo Lepore ha detto...

Vedremo quanti voti prenderanno ora questi del PDL al sud!

Mauro ha detto...

Vorrei rispondere al Sindaco di Corleone in persona ma mi acocontento di questo spazio. Signor Sindaco, sono veneto e mi dispiace dirglielo, l'unità d'Italia non è mai esistita e non esisterà mai. Non lo dico solo io, ma i milioni di veneti che vivono nella mia Regione e all'estero. La Storia millennaria di una Repubblica come fu (e soprattuto come fu amministrata!) Venezia, non la si cancella con un plebiscito fasullo (1866) ed uno Stato che ci ha trattato come gente da sfruttare. E nonostante ciò, non siamo diventati "briganti". Altra cultura, altro senso della vita.
La saluto.
Mauro

Anonimo ha detto...

il commento di mauro si commenta da solo.
rispettando la tua idea, mi vengono comunque i brividi a leggere tra le tue righe tutto questo astio.

Markus