domenica 13 marzo 2011

La storia di Silvio e Salvatore: due mondi contrapposti.

Silvio è un ultrasettantenne importante imprenditore italiano. E' un padano, possiede emittenti televisivi, giornali, banche e finanziarie ed  è anche Presidente del Consiglio. E'da oltre 15 anni un importante politico del Paese, ha ereditato il testimone della parte moderata del centro politico( ex comunisti, ex democristiani, ex socialisti) del panorama politico nazionale all'indomani del terremoto susseguente a tangentopoli. Al momento della sua discesa in politica fece clamorose dichiarazioni promettendo milioni di nuovi posti di lavoro, riforme costituzionali ed un generale ammodernamento del Paese.A distanza di oltre un decennio ove il nostro Silvio è stato a capo del governo quasi nulla di quello che aveva promesso è stato mantenuto. Ma si sa, governare è difficile e non è possibile fargliene una colpa. Forse bisognerebbe osservare che i suoi proclami erano un pò eccessivi ma in politica il gioco a volte è strano. Ora il nostro Silvio è nuovamente Presidente del Consiglio. Stavolta si è guardato bene dal promettere vagonate di nuovi posti di lavoro e continua un po' sottotono il suo governare il Paese. Ma Silvio ha un problema.
E' sotto il tiro di numerosi processi che hanno fortemente indebolito il suo consenso nazionale e letteralmente distrutta la sua reputazione all'estero. Si sente perseguitato. Ritiene che il sistema giudiziario italiano, a sua detta a prescindere dalla sua situazione personale, sia inefficiente e particolarmente sbilanciato a favore della "casta" dei giudici. Ma il nostro Silvio può affrontare il problema di petto. Dice al suo fido Ministro della Giustizia di preparare una riforma "epocale" della giustizia italiana. Per alcuni la riforma è fatta per dare risposte ai problemi personali di Silvio. Per altri no. La storia giudicherà. Ma Silvio sa bene che questa riforma difficilmente vedrà la vita visti i tempi ( e i numeri che in Parlamento mancano) lunghissimi che una riforma costituzionale necessita.
Salvatore è un operaio in cassa integrazione. E' un quarantenne meridionale e da circa dieci anni si è fatto una famigliola . Ha una stupenda figlia di 6 anni. Non possiede una casa e quindi ha dovuto sostenere un affitto. Conduce una vita monacale. Non puo' permettersi nessun svago. Ha le bollette da pagare, deve pensare alla moglie casalinga e alla figlioletta che va curata per una piccola malattia congenita. Salvatore è un appassionato telespettatore dei talk show televisivi politici . Assiste impotente ai discorsi dei suoi governanti che tra secessione, riforme della giustizia, riforme del Corpo degli Alpini non si occupano del suo problema. Salvatore è dipendente di una piccola impresa edile che per via della crisi lo ha messo in cassa integrazione. Si aspetta che il suo Presidente del Consiglio parli di casi come il suo, di come risolverli, di come affrontare il cancro della crisi economica. Nulla di nulla. La figlioletta ha bisogno di cure ma la sanità pubblica ( visto che non può permettersi le floride cliniche private) non offre la celerità di cure di cui la figlioletta ha di bisogno. Salvatore è disperato. Non sa cosa fare. E' impotente. Ieri mattina ha pure ricevuta una salatissima bolletta dell'acqua che, da quando il servizio idrico della sua città è passato ad una società privata, è sempre piu' salata. Salvatore non usa quasi più l'auto. La benzina è troppo cara. In passato, quando non era ancora in cassa integrazione, ha provato a seguire il consiglio di Silvio ( "aumentare i consumi ci farà uscire della crisi") ma poi si è reso conto che non era lui che poteva sostenere i consumi globali. Ora Salvatore è nella sua cucina. Guarda la sua figlioletta disperato. Che futuro avrà la il suo angelo? Lui non puo' far nulla. E' solo un operaio in cassa integrazione.

28 ottobre 1922

13 commenti:

Anna ha detto...

Siamo tutti come Salvatore. Ma di Silvio ce ne uno solo. Per fortuna sua e per sfortuna nostra.

Anonimo ha detto...

Non lo votero' mai piu'.

Vito ha detto...

Infatti. Cosa puo' interessare alla lega nord dei problemi di salvatore? Magari lo stesso Salvatore, operaio terrone, ha votato Silvio mandando al potere la Lega. Scommetto che ora Salvatore è pentito del suo voto.

Anonimo ha detto...

Berlusconi lascerà solo cenere dopo il suo passaggio. Poveri noi.

claudio ha detto...

Il problema è che non è ancora finita, il pifferaio magico ha stregato milioni di persone (tra cui purtroppo tanti SALVATORE) che sono disposti anche a negare l'evidenza nel nome di un mito maschilista fatto di denaro e donne facili che sognano di avere, ma che non avranno mai......

Anonimo ha detto...

....ricordiamocene quando ritorneremo a votare. Cerchiamo di convincere gli imberlusconati a ricredersi. E se c'è da ritornare in piazza, stavolta andiamoci tutti, più incazzati di quanto lo siamo adesso. Cosa cavolo ne sanno i nostri deputati che il pane, qui dalle mie parti, è arrivato a 4.90 euro al chilo?

wallygator ha detto...

fosse nato un porco quel giorno...almeno mangiavamo tutta salciccia

Anonimo ha detto...

Forse tanti fra di voi che adesso piangono, l'hanno votato più volte, e allora adesso per quanto mi spiaccia ben vi sta. Già nel 1994 era chiaro di che pasta fosse fatto quell'uomo. e non ditemi che non è vero. Ha cambiato l'Italia, che secondo me era un grande paese nonostante le sue contraddizioni. L'ha resa meschina, bigotta e allo stesso tempo spudorata, l'ombra di se stessa. Spero solo che la prossima volta siate veramente più furbi. Capisco che dall'altra parte non c'è granchè, ma prendermi l'HIV per evitare l'influenza mi sembra decisamente troppo. Romano

Anonimo ha detto...

Romano come darti torto. L'incredibile è che c'è ancora chi lo difende o lo idolatra. E' il vero problema italiano. Gianni

snip ha detto...

Almeno non votatelo alle prossime

Domande ha detto...

Mettila come vuoi ma quest'uomo purtroppo passerà comunque alla storia.
Certo, storia squallida, storia buffa, triste o ridicola quanto si vuole e triste.
Ma lui e la sua memoria rimarrànno nel tempo. Purtroppo.
La memoria dei celebri, se erano buffoni,idioti,ma furbi e megalomani, si conserva molto di più di quella delle persone buone ed oneste.
Se per ben oltre 17anni B. non è mai scomparso dalla scena ed ha continuato a fare quello che ha voluto senza che la maggioranza degli italiani gli si rivoltassero contro, significa che per quella parte d'italiani andava e va bene così.
Pur paradossale, qui il fenomeno è questo:
il valore dell'uomo è riconosciuto direttamente proporzionale alle sue porcherie e menzogne, laddove, fa testo, non la verità effettuale e dimostrata ma quella pronunciata dalle sue parole. Non i suoi reati ma le parole che dice per smentirli mentendo.
Se come tutti sanno è mentitore, tale "vizio" diviene per lui "requisito" e prerogativa di virtù.
Pradossalmente ma sicuramente rimarrà presente, anche se si dimettesse, come figura prevalente e persino stimata nell'immaginario collettivo.
Tutto ciò sin qui descritto assumerebbe una connotazione completamente diversa solo se fosse lo stesso popolo che l'ha eletto amandolo, a rivoltarglisi contro non necessariamente in modo cruento o violento, ma certamente in modo determinato.

Franco ha detto...

Mettila come vuoi ma quest'uomo purtroppo passerà comunque alla storia.
Certo, storia squallida, storia buffa, triste o ridicola quanto si vuole e triste.
Ma lui e la sua memoria rimarrànno nel tempo. Purtroppo.
La memoria dei celebri, se erano buffoni,idioti,ma furbi e megalomani, si conserva molto di più di quella delle persone buone ed oneste.
Se per ben oltre 17anni B. non è mai scomparso dalla scena ed ha continuato a fare quello che ha voluto senza che la maggioranza degli italiani gli si rivoltassero contro, significa che per quella parte d'italiani andava e va bene così.
Pur paradossale, qui il fenomeno è questo:
il valore dell'uomo è riconosciuto direttamente proporzionale alle sue porcherie e menzogne, laddove, fa testo, non la verità effettuale e dimostrata ma quella pronunciata dalle sue parole. Non i suoi reati ma le parole che dice per smentirli mentendo.
Se come tutti sanno è mentitore, tale "vizio" diviene per lui "requisito" e prerogativa di virtù.
Pradossalmente ma sicuramente rimarrà presente, anche se si dimettesse, come figura prevalente e persino stimata nell'immaginario collettivo.
Tutto ciò sin qui descritto assumerebbe una connotazione completamente diversa solo se fosse lo stesso popolo che l'ha eletto amandolo, a rivoltarglisi contro non necessariamente in modo cruento o violento, ma certamente in modo determinato.

Anonimo ha detto...

Appena saliranno al potere i comunisti... (Appena riusciranno a capire come funziona questa oscura cosa chiamata "Politica") riderò leggendo le critiche nei loro confronti...perchè voi "popolino" siete così...non vi va mai bene nulla...avete sempre ragione voi...governare non è una cosa semplice,non si possono accontentare milioni di persone dandogli lavoro e una vita agiata...siate felici di vivere in case e di poter usufruire di mezzi,ospedali, e molti altri servizi,quando in altri paesi c'è gente che muore di sete...non oso nemmeno immaginare dove saremo finiti se Prodi avesse continuato a governare...ricordatevi la finanziaria di Padoa Schioppa pace all'animaccia sua... e mi raccomando... MEDITATE GENTE,MEDITATE...